"Serve il diploma?" è la seconda domanda più frequente, dopo quella sul riconoscimento. E la risposta che gira sul web è quasi sempre sbagliata — anche sui siti di scuole importanti.
Cosa chiede la norma
La UNI 11790:2020 indica, tra i requisiti per l'Educatore Cinofilo, un titolo di studio di livello EQF 3.
EQF sta per European Qualifications Framework: è la scala europea che mette a confronto i titoli di studio dei vari Paesi. E qui arriva il punto che quasi nessuno scrive: EQF 3 non è il diploma di maturità. La maturità è EQF 4. Il livello 3 sta più in basso: corrisponde a una qualifica professionale, tipicamente triennale.
Detto in modo diretto: la norma non ti chiede la maturità. Se hai letto il contrario — e lo leggerai — quella è la regola d'accesso di una scuola specifica, oppure semplicemente un errore copiato da un altro sito.
Il requisito è EQF 3. La maturità è EQF 4. Un livello di differenza che taglia fuori un sacco di gente che avrebbe tutto il diritto di provarci.
Perché quasi tutti sbagliano
Perché "titolo di studio EQF 3" non dice niente a nessuno, mentre "serve il diploma" si capisce al volo. Così l'imprecisione si copia di sito in sito finché diventa senso comune.
C'è anche un motivo meno innocente: alzare l'asticella d'ingresso fa sembrare il corso più serio. Ma un requisito inventato non rende serio un percorso — lo rende solo più escludente di quanto la norma volesse.
Le scuole possono chiedere di più
Attenzione a non ribaltare il ragionamento. Una scuola può legittimamente chiedere la maturità, o altri requisiti, per accedere al proprio corso: è una sua scelta di ammissione, spesso sensata.
Quello che non può fare è raccontartelo come un obbligo di legge. Se te lo presenta così, hai già imparato qualcosa su come lavora quella scuola.
E se non ho nessun titolo?
Qui c'è la seconda cosa che nessuno ti dice: la norma prevede una via alternativa per chi ha almeno 9 anni di esperienza professionale documentata nel settore, al posto della formazione specifica.
Non è una scorciatoia — nove anni non sono pochi — ma è il riconoscimento che nella cinofilia si impara anche sul campo, e che chi ci lavora da vent'anni non deve fingere di ricominciare da capo.
Cosa conta davvero all'ingresso
Il titolo di studio è il requisito più facile da soddisfare e il meno predittivo. Quello che fa la differenza in aula, e poi con i clienti, è un'altra lista:
- Reggi la frustrazione? Un cane non migliora in tre lezioni, e il proprietario ti guarda.
- Sai stare con le persone? Il mestiere è per metà comunicazione con gli umani.
- Sei disposto a studiare cose noiose — etologia, apprendimento, normativa — e non solo a giocare coi cani?
Se la risposta è sì, il tuo titolo di studio è l'ultimo dei tuoi problemi.
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